Gaetano Fresa maratonabile aretino

Oggi incontriamo un amico maratonabile che ha fatto dell’impegno solidale e della corsa un binomio assolutamente perfetto.

Ciao Gaetano, innanzi tutto raccontaci un po’ di te e del tuo rapporto con la corsa.

Ho 40 anni, compiuti da poco. Ero un impiegato addetto all’ufficio qualità fino a pochi anni fa. Poi tornato sulla scia degli studi, verso il turismo. Ho fatto l’accompagnatore turistico e agente di viaggio per quasi due anni e ora sono nell’accoglienza di un hotel di lusso in Toscana.

Amo viaggiare, scoprire il mondo, stare a contatto con la natura, fare sport. Amo in particolare la corsa, anche se da piccolo praticavo soprattutto calcio. Ma dopo i 25 anni circa ho ripreso a praticarla (da dilettante) e, anche se conoscevo pochissimo le specialità delle lunghe distanze, ho cominciato a innamorarmi di maratone e mezze maratone. Realizzando subito il sogno di portarne a termine una, la più bella del mondo, quella di New York. Soprattutto in questi ultimi anni, sto amando particolarmente le 21km, come giusto compromesso di fatica e velocità (nonostante io non sia uno veloce) e soprattutto perché mi dà modo di fare gare in diverse città d’Italia e del Mondo, e fare anche contemporaneamente visite turistiche. Tanto che questo mi ha portato a realizzare il Sogno di fare il Giro del Mondo a scopo solidale con gare di running in ogni Paese che toccavo. 

Come hai conosciuto i Maratonabili e perché hai deciso di aderire a questo nostro gruppo?

Ho conosciuto il gruppo dei Maratonabili in alcune gare toscane che ho fatto qualche anno fa. Mi sono innamorato della loro energia, della musica, dei sorrisi, del casino che facevano durante i km di spinta di quelle incredibili carrozzine. Mi sono innamorato del “motto” dei Maratonabili (correre, sognare, vincere n.d.r) Tanto che li ho cercati qualche anno dopo per poter correre insieme in qualche gara e conoscerli. 

Parlaci di questa sorta di giro del mondo attraverso le gare di corsa su strada legandole a un progetto di raccolta fondi benefico. Ci racconti com’è andata?

Era un sogno che avevo sin da bambino. Avevo voglia di scoprire il mondo e andarmene in giro a scoprire nuovi Paesi, usi e costumi diversi dai miei, provare le cucine locali. Sono sempre stato appassionato del mondo in generale e del viaggio. Negli ultimi anni è cresciuto in me questo impulso di partire. Tanto che ho deciso di prendermi una pausa di alcuni mesi e provare a fare un giro del mondo in un’unica soluzione. Ma ho deciso di farlo anche correndo gare di mezze maratona nei Paesi che avrei visitato. Del resto correre è la mia altra passione, oltre il viaggio. 

Ho creato così un progetto, che coniugasse insieme queste mie due passioni e unendolo a obiettivi solidali, tra cui una raccolta fondi per i Maratonabili, a cui mi ero unito da qualche mese. Volevo mettere a disposizione le mie gambe anche per loro, e per dare modo ai ragazzi/e in carrozzina che corrono coi Maratonabili, di poter Sognare ancora. anche una gara internazionale. 

Il viaggio è stato un connubio di emozioni bellissime. Con anche molti ostacoli nel mezzo. E’ stato splendido avere avuto l’opportunità non solo di viaggiare in molti Paesi ma anche di correre le diverse gare, tra cui alcune davvero differenti da quelle cui ero abituato in Italia. Anche la stessa raccolta fondi è andata bene.  

Recentemente ne hai completato un altro altrettanto solidale, la maratona olimpica di Parigi. Raccontaci come è nata l’idea, come hai fatto a partecipare, perché so che solo 20.024 persone potevano aspirare a prendere il pettorale a fronte di una richiesta ben più ampia. E soprattutto descrivici la gara e le tue emozioni quella notte nella Ville Lumière.

La maratona olimpica di Parigi è stato un altro Bellissimo Sogno, in gran parte inaspettato direi. Ne venni a conoscenza nel 2021, in cui lessi della possibilità di partecipare come dilettante e correre la maratona di Parigi 2024, sullo stesso percorso e nelle stesse ore degli atleti olimpici professionisti. Solo nel 2022 però ho iniziato ad informarmi e capire se c’era un modo concreto di partecipare. Venni a conoscenza così dell’iscrizione a una piattaforma ufficiale cui prendere parte e partecipare tramite sfide e challenge varie, soprattutto di corsa e accumulando punti. Ci si iscriveva e tramite un applicazione di tracciamento, collegata alla piattaforma si poteva prendere parte alle sfide e ai vari sorteggi dei pettorali. Ho partecipato a tantissime sfide, correndo spesso in molti dei miei allenamenti. Partendo per il Giro del Mondo non mi sono fermato e ho continuato a prendere parte a queste sfide anche dai vari Paesi in cui mi recavo. Ero uno dei circa 900mila partecipanti a provarci.  

Proprio in Argentina, a Mendoza, portai a termine una di queste sfide. Poco dopo, nella zona di Jujuy in cui mi ero recato (nord Argentina) mi arrivò l’e-mail da parte degli organizzatori della maratona olimpica, in cui mi veniva riferito di esser stato sorteggiato e aver vinto uno dei pettorali per Parigi 2024, come vincitore di una delle sfide di running proposte. Ero al settimo cielo e non ho dormito per alcune notti successive. Chi avrebbe mai pensato che un altro sogno così grande potesse mai diventare realtà. Uno di quei sogni impossibili che da bambino si immaginano, ma che per la stragrande maggioranza di noi mai si realizzeranno. Una maratona olimpica, accidenti! tremo anche ora al solo pensiero. Vero, non sarà da professionista, ma chi avrebbe mai creduto di poter essere presente fisicamente a una gara e un evento simile, quello dei cinque cerchi. Quello dove ci sono le diverse bandiere del mondo e un’aria frizzante ed elettrica intorno, unica. 

Ho passato così i mesi a pensarci, superando anche l’ostacolo che subito dopo ho trovato sulla mia strada: in Cile mi diagnosticarono l’embolia polmonare bilaterale e mi cascò il mondo sotto i piedi. Non ho però mai perso le speranze, portando a termine il Giro del Mondo, camminando. E nei mesi successivi, anche se non correvo, ho tenuto viva la speranza e continuato a prendere i farmaci prescritti. Ho ripreso ad allenarmi piano piano dopo diversi mesi di stop, soltanto a Marzo 2024. E più nello specifico da metà Maggio, con una tabella specifica. Volevo realizzare a tutti i costi il Sogno di tagliare quel traguardo, nonostante tutto. 

Ho legato poi tutto questo ennesimo Sogno a un progetto solidale per i Maratonabili. Volevo che anche questa volta le mie gambe fossero a disposizione di qualcuno e che il mio sogno si unisse ad altri sogni, non solo miei. E correre così anche una maratona solidale, quella Olimpica di Parigi. 

L’obiettivo l’ho raggiunto e sono riuscito a raggiungere il difficoltoso traguardo sportivo (per me impossibile fino a qualche mese prima), ma pure l’obiettivo solidale, con una bellissima somma raccolta totalmente a favore dell’associazione dei Maratonabili. 

Quando abbiamo corso assieme la mezza maratona di Nizza mi hai raccontato che stai per diventare papà, pensi che in futuro cambierà il tuo rapporto con la corsa e con l’impegno maratonabile? Oppure hai già in mente qualche altra avventura?

Sì, il diventare papà è un’altra incredibile e bella emozione, che vivo sin da ora nell’attesa. Mancano ormai circa due mesi e questa emozione sale sempre più. 

Non saprei di preciso quanto e come questo nuovo imminente evento possa mutare il mio rapporto con la corsa e con gli altri impegni quotidiani. Sicuramente darà una bella scossa di cambiamento. Ma credo che la corsa rimarrà una bella componente della mia vita ugualmente. E forse in maniera differente o con ritagli di tempo differenti. Così come l’impegno Maratonabile. Magari correrò meno gare, ma la voglia di partecipare e correre insieme sarà comunque grande.

Sì, non nego di avere altri sogni e progetti in cantiere, così come un nuovo libro da scrivere (ho pubblicato il primo “La birra è vicina” due anni fa). Ma sono scaramantico, e così come per la maratona olimpica di Parigi e per il giro del mondo, mi riguarderò fino all’ultimo prima di parlare di nuovi progetti e obiettivi.

Bravo Gaetano e grazie per il tuo impegno, ti aspettiamo a Firenze per la maratona, magari insieme a tua moglie e alla piccoletta appena nata.

© 2024 Pierstefano Durantini

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